Albert Einstein arrivò alla sua formula, che tra tante altre cose contiene la bomba atomica, in un saggetto di 3 pagine pubblicato il 27 settembre 1905 sugli “Annalen der Physik”. Poco più di una nota a margine dell’ampio lavoro principale già comparso sulla stessa rivista nel mese di giugno “Sulla elettrodinamica dei corpi in movimento”: titolo modesto che sotto le parole arcane nasconde la “relatività speciale” o “ristretta”, epica rivoluzione scientifica del Novecento.
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Annalen der Physik |
E = mc^2 significa che l’energia (e) è uguale alla massa (m) moltiplicata per la velocità della luce (c, dall’iniziale della parola latina celeritas – Einstein scriveva ancora V) elevata al quadrato. Dato che c vale 300 mila chilometri al secondo, il moltiplicatore è molto grande. Si intuisce subito che in una piccolissima quantità di materia si nasconde una enorme quantità di energia.
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